Comune di Tito

Scavone: «Urgente il disegno di legge regionale sui rifiuti»

«L'approvazione del disegno di legge regionale sui rifiuti non è più rinviabile». È quanto dichiara il sindaco di Tito, Graziano Scavone, a due anni circa dall’audizione della delegazione dell’Anci Basilicata in Terza commissione consiliare permanente. «Eppure durante quell’incontro – prosegue Scavone – furono esposte le problematiche e proposti diversi emendamenti, alcuni non ancora recepiti dal disegno di legge presentato dalla Giunta regionale di Basilicata, e ci venne garantita tempestività. Dispiace ad oggi constatare, come altresì rimarcato da autorevoli colleghi come il sindaco di Melfi Livio Valvano, lo stallo del Consiglio regionale nel licenziare un provvedimento che restituirebbe un nuovo e più aggiornato quadro di regole pianificatorie in materia di gestione dei rifiuti».

«La mancanza del disegno di legge genera confusione normativa e disorienta i territori, i quali nel frattempo fronteggiano ipotesi di realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti che soltanto se inquadrati nella stringente normativa che il disegno di legge ambisce a realizzare restituirebbero garanzie ambientali e sanitarie – aggiunge Scavone – in una visione strategica più ampia». «È il caso ad esempio dell'impianto di trattamento della frazione organica rifiuti solidi urbani per la produzione di biometano che imprenditori privati intenderebbero realizzare nell'area industriale di Tito e su cui l’amministrazione comunale, nei giorni scorsi, ha espresso opinione contraria dopo averne discusso con la cittadinanza”. «Tale impianto – puntualizza il sindaco – rientrerebbe a nostro avviso nella fattispecie di impianti di trattamento di rifiuti, e quindi sottoposto a più stringente normativa e pianificazione, e non tra gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabile».
«A seguito di tale incertezza normativa – conclude Scavone – abbiamo inviato nei giorni scorsi una richiesta di parere preventivo a Regione e Consorzio Asi affinché si definisca da subito, prima dell’avvio di qualsiasi eventuale iter autorizzativo, in quale categoria ricadrebbe l’impianto, considerato che non ve n’è previsione nel nuovo Piano di gestione dei rifiuti».

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